VIOLENZA CONTRO IL PERSONALE SANITARIO. DE FALCO (CIMO CAMPANIA): FARE LUCE SULLE VERE RESPONSABILITÀ. SCOTTI (OMCEO NAPOLI): NESSUNA SOLUZIONE SE LA VITTIMA VIENE LASCIATA SOLA.

Ancora un caso di aggressione ai danni del personale sanitario del 118. All’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, un paziente di 46 anni
VIOLENZA CONTRO IL PERSONALE SANITARIO. DE FALCO (CIMO CAMPANIA): FARE LUCE SULLE VERE RESPONSABILITÀ. SCOTTI (OMCEO NAPOLI): NESSUNA SOLUZIONE SE LA VITTIMA VIENE LASCIATA SOLA.
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VIOLENZA CONTRO IL PERSONALE SANITARIO. DE FALCO (CIMO CAMPANIA): FARE LUCE SULLE VERE RESPONSABILITÀ. SCOTTI (OMCEO NAPOLI): NESSUNA SOLUZIONE SE LA VITTIMA VIENE LASCIATA SOLA.
12 settembre 2018

VIOLENZA CONTRO IL PERSONALE SANITARIO. DE FALCO (CIMO CAMPANIA): FARE LUCE SULLE VERE RESPONSABILITÀ. SCOTTI (OMCEO NAPOLI): NESSUNA SOLUZIONE SE LA VITTIMA VIENE LASCIATA SOLA.

Ancora un caso di aggressione ai danni del personale sanitario del 118. All’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, un paziente di 46 anni ha danneggiato il vetro della reception del pronto soccorso e si è poi scagliato contro una dottoressa e contro una guardia giurata intervenuta per placarlo. La dottoressa ha riportato una frattura del polso. L’uomo, sotto l’effetto di droga e alcol, è stato bloccato e arrestato dalla polizia.

Il Segretario Regionale CIMO Antonio De Falco sull'episodio dichiara: "Condivido e sottoscrivo in pieno il pensiero del Presidente dell'Ordine dei medici di Napoli Dott. Silvestro Scotti in merito all'episodio. Non posso non sottolineare, però, come il fenomeno ormai ha assunto vaste ed inaccettabili proporzioni perché il sollecitare ed incoraggiare a segnalare da parte di più soggetti, anche per fini risarcitori speculativi, tutti gli episodi che, a torto o ragione, possono essere classificati come malasanità, crea un clima di caccia alle streghe. Il medico e il personale sanitario in genere, proprio perché in prima linea, continuerà quindi ad essere aggredito perché viene percepito come il responsabile del presunto episodio di malasanità. Mi chiedo se tutto questo non venga alimentato e/o tollerato per nascondere responsabilità, di programmazione e di gestione, che vanno ricercate altrove e che sono alla base del verificarsi degli episodi che innescano questi atti di violenza".

“Nonostante le proposte di azioni legislative che vadano ad aumentare le pene rispetto agli interventi di aggressioni ai medici e agli operatori sanitari, il problema non trova soluzione” ha detto il Dott. Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli. “Un’azione di deterrenza che consideri solo l’aumento delle pene - continua Scotti - risulta inefficace perché la maggior parte degli episodi non viene denunciata. Dobbiamo chiederci piuttosto perché non si denuncia, e l’evidenza dimostra che ciò avviene perché la vittima deve procedere per querela di parte. L’operatore sanitario, nonostante svolga di fatto una funzione pubblica nel rispetto del diritto alla salute garantito dalla Costituzione, viene lasciato solo nel momento in cui viene aggredito. Tutti i provvedimenti che aumenteranno le pene diventano quindi inutili in mancanza di denunce. Non può esserci soluzione se al personale sanitario non viene riconosciuto il ruolo di servitore dello Stato”.



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